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Palamino, aspirante Re

Palamino era un figlio di contadino come tantissimi nella contea del Solecaldo, e come tantissimi altri dei suoi simili aveva un sogno: smettere di fare il contadino. Si sa, la vita agreste, per quanto frugale e sana che sia, è decisamente dura, e questo Pamino l’aveva capito sin dall’età di quattro anni, età in cui il padre aveva deciso che fosse abbastanza grande da andare a zappare nei campi.

Era il più piccolo di sette fratelli, ed il peggio vestito, andando egli in giro con gli abiti dismessi dei suoi maggiori. Nonostante fosse continuamente vittima di scherzi e di angherie da parte di tutto il parentado e, data la sua particolare predisposizione per non essere particolarmente vispo, pure di tutti i vicini, era riuscito ad arrivare all’età di diciassette anni quasi completamente sano mentalmente.

Perchè quasi? Beh, come dicevo prima Palamino sognava di abbandonare gli abiti del semplice e povero contadino come molti dei suoi colleghi, ma a differenza loro, che avevano brame di diventare lo scudiero di un coraggioso cavaliere, o magari di essere presi a bottega da un bravo artigiano, egli sognava di diventare Re.

Ciò era decisamente motivo di scherno da parte di tutti i suoi amici, ma Palamino aveva pianificato tutto. Sapeva che aveva quattro modi per poter diventare Re, e li avrebbe provati tutti finchè non gli fosse riuscito imbroccare la strada giusta.

Metodo uno: sposare una principessa ed ereditare il regno del padre al momento della di lui dipartita. Questo primo metodo va di per sè incontro a non pochi ostacoli, tra i quali citiamo la difficoltà di attirare l’attenzione di una principessa non essendo in possesso nè di doti fisiche nè di doti atletiche nè di doti in denaro nè di particolari doti mentali. Ma Palamino non era certo un tipo arrendevole.

Metodo due: farsi adottare da un Re e succedergli al momento della sua morte, prematura o meno. Impresa non facile, pensava Palamino, in quanto sino a quel giorno nessun genitore che conoscesse, sia suo sia dei suoi amici, era in grado di tollerarlo e men che meno di volergli bene.

Metodo tre: la gavetta. Il primo passo sarebbe stato diventare lo scudiero di un prode cavaliere, per poi successivamente salvargli la vita e portarlo a promuoverlo suo pari. Conquistare quindi la fiducia degli altri cavalieri del regno e del Re, il quale, data l’assenza di figli, avrebbe sicuramente scelto Palamino come suo successore.

Metodo quattro: creare un nuovo regno, attirare dei sudditi ed autoproclamarsi Re. Fino ad ora questo era l’unico metodo che aveva portato dei risultati, ma essere il Re del pollaio e del recinto dei maiali non soddisfaceva le brame di Palamino, che si trovava nella non piacevole situazione di non riuscire a far conoscere l’igene ai suoi sudditi, maiali o galline che fossero. Per non parlare della concorrenza del gallo, che ogni giorno alle cinque cercava di riaffermare la sua supremazia su quelle terre intonando canti di guerra all’indirizzo di Palamino.

Nessuno si sarebbe potuto intromettere tra lui ed il suo sogno. Palamino attendeva solo il compiersi dei suoi diciotto anni per partire in sella al suo somaro alla volta della conquista del suo sogno.

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